“Io resto a casa” – Riepilogo delle misure urgenti per il contenimento dell’emergenza COVID-19

 

Considerate le ultime concitate giornate, riteniamo utile fornire un riepilogo dei provvedimenti adottati ed attualmente in vigore.

Il DPCM 9 marzo 2020, c.d. “Resto a casa” (allegato 1), ha esteso all’intero territorio nazionale le misure di contenimento più rigorose previste – inizialmente – per la sola Regione Lombardia e le 14 Province collegate.

L’Italia è quindi oggi un’intera Zona Protetta alla quale è applicabile un unico regime giuridico di contenimento dell’emergenza epidemiologica particolarmente gravoso che è già in vigore dalla data odierna e che, salvo diverse esplicite previsioni da parte di successivi DPCM, resterà tale fino al prossimo 3 aprile. 

Tra le misure più rilevanti per i nostri settori si ricordano in particolare le seguenti:

restrizioni agli spostamenti delle persone fisiche: ci si potrà muovere solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o di salute (allegata autodichiarazione) ma è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Si ricorda che il Ministero degli Affari Esteri ha chiarito che: i) le limitazioni introdotte non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro (salvo per i soggetti in quarantena o che siano risultati positivi al virus); ii) le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati (il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa).

• È prevista la sospensione di ogni attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati. Sul punto è bene precisare che, con riferimento alle attività di pub, anche su sollecitazione della Federazione, il Governo in data odierna ha chiarito tramite FAQ che il divieto riguarda lo svolgimento nei pub di ogni attività diversa dalla somministrazione di cibi e bevande. È possibile, quindi, continuare a somministrare cibo e bevande nei pub, sospendendo attività ludiche ed eventi aggregativi (come per esempio la musica dal vivo, proiezioni su schermi o altro), nel rispetto delle limitazioni orarie già previste per le attività di bar e ristoranti (dalle 6.00 alle 18.00) e, comunque, con l’obbligo di assicurare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Obbligo per gestori di bar e ristoranti:

  1. di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro (cartellonistica per pubblici esercizi e cartellonistica per tutte le altre attività);
  2. di rispettare l’orario di apertura dalle ore 06,00 alle ore 18,00 (si allega cartello orario ridotto e cartello chiusura temporanea). A tal proposito, nelle FAQ sopra citate, il Governo ha chiarito che il limite orario dalle 6,00 alle 18,00 è riferito solo all’apertura al pubblico. L’attività può quindi proseguire negli orari di chiusura al pubblico mediante consegne a domicilio (delivery). Dovrà esser cura di chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una cd. piattaforma di delivery – evitare che il momento della consegna preveda contatti personali.

È bene ricordare che in caso di violazione dei suddetti obblighi è prevista la sospensione dell’attività da 5 a 30 giorni.

• Allo stato, sono consentite le attività commerciali diverse da quelle di cui al punto precedente, a condizione che il gestore garantisca un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, tali strutture dovranno essere chiuse.

• Si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, fino al 3 aprile, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie, fermo restando quanto previsto in materia di lavora agile.

Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali, il gestore dei richiamati esercizi deve comunque predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture
dovranno essere chiuse. La chiusura non è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, il cui gestore è chiamato a garantire comunque il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.

Si coglie l’occasione per trasmettere un dossier riepilogativo delle disposizioni in vigore a livello nazionale e regionale predisposto dalla FIPE (allegato).

Prosegue il massimo impegno della Federazione che è in costante contatto con le Istituzioni non solo per avere ulteriori chiarimenti in merito ai diversi profili non ancora chiari – come l’ampliamento dell’attività nelle fasce orarie di chiusura obbligata (ad es. vendita per asporto) – ma anche e soprattutto per sollecitare i provvedimenti di sostegno economico per tutto il settore rappresentato, stante l’eccezionalità del momento di crisi, necessari ad assicurare alle imprese il contenimento delle pesanti perdite subite in questo periodo di bassa o addirittura inesistente attività.