Locazioni brevi: guida dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha diffuso una guida alla nuova disciplina delle “locazioni brevi” introdotta dall’art. 4 del D.L. n. 50 del 2017.

Al riguardo, si ricorda che la principale novità introdotta dalla citata disposizione è la possibilità di applicare il regime fiscale della cedolare secca per i redditi derivanti dalle sublocazioni e da altre tipologie di contratti.

Per quali “locazioni brevi” si può scegliere la cedolare secca?

La possibilità di scegliere la cedolare secca era già prevista per le locazioni di breve durata. Con il citato D.L. n. 50 del 2017, non si è fatto altro che estendere tale regime di tassazione anche:

  • ai contratti di locazione breve che prevedono determinati servizi aggiuntivi (fornitura biancheria, pulizia locali, utenze),
  • alle sublocazioni
  • ai contratti attraverso i quali il comodatario concede a terzi, a titolo oneroso, la disponibilità dell’immobile ricevuto in comodato.

Per i redditi derivanti da questi contratti, infatti, non si sarebbe potuto usufruire, senza una specifica disposizione, del regime della cedolare, in quanto non riconducibili alla categoria dei “redditi fondiari”.

In ogni caso, deve trattarsi di affitti di immobili:

  • a uso abitativo (unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11, a eccezione dell’A10, e le relative pertinenze);
  • che si trovano in Italia;
  • di durata non superiore a 30 giorni;
  • stipulati a partire dal 1° giugno 2017 tra persone fisiche al di fuori dell’esercizio di un’attività d’impresa.

Consulta e scarica la guida dell’Agenzia delle entrate “locazioni brevi, la disciplina fiscale e le nuove regole per gli intermediari“.

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