Ecco il vincitore del concorso “doggy bag all’italiana”


Si è svolta lo scorso 10 ottobre, presso la sede nazionale della Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, la premiazione del vincitore del concorso “Doggy Bag all’italiana”, progetto nato dall’accordo che Fipe-Confcommercio ha stipulato con Comieco per diffondere la cultura del rispetto del cibo finalizzata ad eliminare le eccedenze alimentari al ristorante portando a casa il cibo “non consumato”.

Obiettivo del concorso è stato quello di presentare un progetto che includeva un nuovo nominativo in lingua italiana per il contenitore per asporto del cibo conosciuto come “Doggy Bag”, unitamente ad un progetto grafico ed alle indicazioni sulle modalità comunicative ritenute maggiormente efficaci, per la diffusione sul territorio nazionale.

La proposta vincitrice “Rimpiattino” nata dalla fantasia del Ristorante Duke’s di Roma è stata svelata ufficialmente alla presenza del Presidente di Fipe Lino Enrico Stoppani, del Direttore Generale di Comieco Carlo Montalbetti, del Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati Filippo Gallinella e della deputata Maria Chiara Gadda.
La commissione prevista all’art. 7 del regolamento del concorso “Doggy Bag all’italiana” dopo aver verificato i requisiti di ammissibilità dei progetti presentati ha espresso, tra quelli ammessi, le seguenti valutazioni:

graduatoria concorsodoggybg

Il lancio ufficiale del “rimpiattino” è stato per Fipe l’occasione per fare il punto sull’impegno e l’attenzione alla sostenibilità messa in campo dai bar e ristoranti italiani, con particolare riferimento al tema dello spreco alimentare.

Dalla ricerca condotta dall’ufficio studi Fipe emerge che negli ultimi anni è notevolmente cresciuta la sensibilità dell’opinione pubblica e delle imprese della ristorazione sul tema dello spreco alimentare.

Secondo l’80% dei ristoratori intervistati il problema dello spreco di cibo nei loro esercizi viene considerato rilevante (tra questi il 50,6% lo considera addirittura molto rilevante).

In quale fase di processo si spreca maggiormente? Secondo i dati Fipe il consumo finale è il momento in cui avviene il maggiore spreco di cibo (per il 51,6% dei ristoratori), seguito dall’approvvigionamento e dalla preparazione, pressoché considerati a pari merito (rispettivamente dal 25,4% e dal 25,0% del campione).

l 55% dei ristoratori rileva che spesso si spreca molto cibo al ristorante perché i clienti non mangiano tutto quello che hanno ordinato, insieme ad una questione di atteggiamento: nonostante infatti sia elevata la quantità di cibo che resta sulla tavola, raramente i clienti chiedono di poter portare via gli alimenti non consumati, evidenza dichiarata dal 69% degli intervistati.

Lo stesso problema avviene per il vino.

I motivi alla base di questo gap risiedono principalmente, secondo gli imprenditori, nell’imbarazzo (55%), seguito da scomodità (19,5%) o indifferenza (18,3%).

Di fronte all’atteggiamento della clientela come si comportano i ristoratori? In base all’indagine Fipe il 43% dei ristoratori propone di sua iniziativa di portare via quello che non è stato consumato, seguito da un 34% che lo fa raramente e da un restante 24% che non lo fa mai.

Tuttavia il 90% dei ristoranti è già attrezzato con comuni contenitori in alluminio per consentire ai clienti di portarsi via il cibo ordinato e non consumato.

Infine, nonostante solo il 30% dei ristoratori conosca l’iniziativa promossa da Fipe e Comieco, ben il 92% si dichiara favorevole all’iniziativa mentre il 66% è pronto ad aderire.